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Antonio's personal web spaceBen Hur al suo cavallo prima della corsa: "Amico mio, non pensare di partire forte e di aver già vinto, perchè la corsa non si vince al primo, ma all'ultimo giro..." |
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December 15 IO CONFESSO di Marco TravaglioEbbene sì, han ragione Cicchitto, Capezzone e Sallusti, con rispetto parlando. Inutile negare l’evidenza, non ci resta che confessare: i mandanti morali del nuovo caso Moro siamo noi di Annozero e del Fatto, in combutta con la Repubblica e le procure rosse. Come dice Pigi Battista sul Corriere, abbiamo creato “un clima avvelenato”, di “odio politico”, roba da “guerra civile”. Le turbe psichiche che da dieci anni affliggono l’attentatore non devono ingannare: erano dieci anni che il nostro uomo, da noi selezionato con la massima cura (da notare le iniziali M.T.), si fingeva pazzo per preparare il colpo. E la poderosa scorta del premier che si è prodigiosamente spalancata per favorire il lancio del souvenir (come già con il cavalletto in piazza Navona) non è che un plotone di attivisti delle Brigate Il Fatto, colonna milanese Annozero. Siamo stati noi. Abbiamo spacciato per cronaca giudiziaria il racconto dei processi Mills, Mondadori e Dell’Utri, nonché la lettura delle relative sentenze, mentre non era altro che “antiberlusconismo” per aprire la strada ai terroristi annidati nei centri di igiene mentale. Ecco perché non ci siamo dedicati anche noi ai processi di Cogne, Garlasco, Erba e Perugia: per “ridurre l’avversario a bersaglio da annichilire” (sempre Battista, chiedendo scusa alle signore). Ci siamo pure travestiti da leader del centrodestra e abbiamo preso a delirare all’impazzata. Ricordate Berlusconi che dà dei “coglioni” alla metà degli italiani che non votano per lui, dei “matti antropologicamente diversi dal resto della razza umana” ai magistrati, dei “golpisti” agli ultimi tre presidenti della Repubblica, dei fomentatori di “guerra civile” ai giudici costituzionali e ai pm di Milano e Palermo, dei “criminosi” a Biagi, Santoro e Luttazzi, che minaccia Casini e Follini di “farvi attaccare dalle mie tv” perché “mi avete rotto il cazzo” e invoca “il regicidio” per rovesciare Prodi? Ero io che camminavo in ginocchio sotto mentite spoglie e tre chili di cerone. Poi, già che ero allenato, mi sono ridotto a Brunetta per dire che questa “sinistra di merda” deve “morire ammazzata”. Ricordate Bossi che annuncia “300 uomini armati dalle valli della Bergamasca”, minaccia di “oliare i kalashnikov” e “drizzare la schiena” a un pm poliomielitico, sventola “fucili e mitra”, organizza bande paramilitari di camicie verdi e ronde padane perché “siamo veloci di mano e di pallottole che da noi costano 300 lire”? Era Santoro che riusciva a stento a coprire il suo accento salernitano con quello varesotto imparato alla scuola di dizione. Ricordate Ignazio La Russa che diceva “dovete morire” ai giudici europei anti-crocifisso? Era Scalfari opportunamente truccato in costume da Mefistofele. E Sgarbi che su Canale5 chiamava “assassini” i pm di Milano e Palermo e Caselli “mafioso” e “mandante morale dell’omicidio di don Pino Puglisi”? Era Furio Colombo con la parrucca della Carrà. E chi pedinava il giudice Mesiano dopo la sentenza Mondadori per immortalargli i calzini turchesi? Sandro Ruotolo, naturalmente, camuffato sotto le insegne di Canale5. Chi si è introdotto nel sistema informatico di Libero e poi del Giornale di Feltri e Sallusti per accusare falsamente Dino Boffo di essere gay, Veronica Lario di farsela con la guardia del corpo, Fini di essere un traditore al soldo dei comunisti? Quel diavolo di Peter Gomez. Chi ha seviziato Gianfranco Mascia, animatore dei comitati Boicotta il Biscione? Chi ha polverizzato la villa della vicedirettrice dell’Espresso Chiara Beria dopo una copertina sulla Boccassini? Chi ha spedito a Stefania Ariosto una testa di coniglio mozzata per Natale? Noi, sempre noi. Ora però ci hanno beccati e non ci resta che confessare. Se ci lasciano a piede libero, ci impegniamo a non dire mai più che Berlusconi è un corruttore amico di mafiosi. Lui è come Jessica Rabbit: non è cattivo, è che lo disegnano così. December 13 Inaugurazione del FrecciaRossa Torino-MilanoOggi, 13 dicembre 2009, Trenitalia ha inaugurato la linea ad Alta Velocità tra Torino e Salerno, via Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli. Per l'occasione è stata lanciata un'offerta speciale che consentiva di viaggiare sul primo treno della giornata a soli 2.59 €. Insieme ad un gruppo di amici abbiamo pensato di collaudare il treno Frecciarossa da Torino a Milano.
Andata - Il treno, diretto a Roma Termini, parte da Torino Porta Nuova alle 7:37. Prima della partenza molti viaggiatori scattano la foto ricordo e si fanno intervistare dalle numerose telecamere presenti sul marciapiede della stazione per festeggiare l'evento: sono presenti tanti studenti, ma anche famiglie al completo che non hanno voluto perdere l'occasione di farsi un viaggio praticamente regalato. Saliamo sulla nostra carrozza di prima classe (la n. 1) che purtroppo si trova proprio in testa al treno, costringendoci ad una bella passeggiata. Il treno è pulito, i sedili sono ampi e comodi, con la possibilità di variarne l'inclinazione a piacimento; nonostante sul sito di Trenitalia era stato annunciato il tutto esaurito, molti posti sono vuoti. Il treno lascia il binario 16, appositamente tirato a lucido e completamente ristrutturato, alle 7:38: dopo la breve fermata nella nuova stazione di Torino Porta Susa (da cui riparte alle 7:47), si infila nella galleria del passante ferroviario e inizia ad aumentare la velocità appena superato il bivio di Stura, dove inizia la nuova linea. L'accelerazione è lenta ma costante; il treno raggiunge i 300 km/h in prossimità di Chivasso, e l'impressione è che più la velocità aumenta più il rumore e le vibrazioni diminuiscono; la percezione della velocità è evanescente, si può notare solo mediante un raffronto con l'autostrada che affianca la linea dove le automobili sembrano ferme. Intorno a metà tragitto viene consegnato ad ogni passeggero il giornale-omaggio (nel mio caso la Gazzetta dello Sport), poi passano due Stewards che servono a tutti il drink di benvenuto (succo di frutta, ma c'è la possibilità di scegliere anche caffè e bibite varie, accompagnati da uno snack dolce o salato. Il treno inizia a rallentare quando raggiunge la stazione di Rho-Milano Fiera, dove termina la nuova linea, ed inforca il passante di Milano: sono le 8:20, la durata effettiva del tragitto dalle due città è di 33 minuti; nel passante però il treno rallenta notevolmente, e raggiunge la stazione di Milano Porta Garibaldi alle 8:36, con quattro minuti di ritardo sull'orario previsto.
Ritorno - Il treno, proveniente da Roma Termini, viene annunciato con venti minuti di ritardo sull'orario previsto (11:55); ne approfittiamo per visitare la stazione di Porta Garibaldi, anch'essa completamente ristrutturata e resa più vivibile grazie all'apertura di numerosi negozi. Il treno giunge al binario 13 alle 12:16: anche questa volta il nostro vagone (carrozza n. 3), identica alla precedente, non è piena come previsto. Solo dopo la stazione di Rho Milano-Fiera il treno inizia ad accelerare; nel frattempo ci viene consegnato un altro giornale (la Repubblica), un altro welcome-drink (questa volta c'era anche il Prosecco) con annesso snack, oltre a un cioccolatino. Ne approfittiamo per dare un'occhiata al salottino business, che presenta quattro sedili in pelle ancora più larghi di quelli della prima classe, uno scompartimento riservato e la luce soffusa. La pulizia a bordo del treno è garantita da apposito personale: anche la toilette è perfettamente pulita nonostante il treno sia in viaggio sin dalla mattinata. Questa volta il treno non ferma a Torino Porta Susa, e dopo aver attraversato il passante torinese arriva al binario 16 della stazione Porta Nuova alle 13:16, con 26 minuti di ritardo sull'orario previsto; la durata del viaggio è stata di 50 minuti ma, come nel viaggio di andata, il tragitto effettivo tra le due città è durato intorno ai 35 minuti.
Giudizio complessivo - la linea ad alta velocità è sicuramente un'opera imporante per il nostro paese, perchè consente di raggiungere le grandi città in poco tempo. L'impressione è che, soprattutto in prossimità del passante milanese, i tempi di percorrenza possano essere ulteriormente accorciati, magari prevedendo la fermata di Milano nella nuova stazione di Rho Milano-Fiera (da cui parte la linea rossa della metropolitana e il passante ferroviario, con molti treni regionali a disposizione) e quella di Torino nella stazione Porta Susa (da cui il centro è facilmente raggiungibile sia con la metropolitana che con i mezzi pubblici). Il comfort a bordo treno è di qualità, così come la pulizia e il servizio di catering (che in realtà è superfluo); resta da verificare la puntualità dei treni, visto il pesante ritardo accumulato al ritorno (dovuto a rallentamenti tra Firenze e Bologna). Il grosso handicap è il costo: con la tariffa piena viaggiare da Torino a Milano costa 31 €, a fronte degli 8 € che occorrono utilizzando il treno regionale (la cui durata è di 1 ora e 45 minuti). August 18 Dieci domande al sindaco DotoliSull'esempio del giornale "la Repubblica", che ha pubblicato dieci domande al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi relativamente al caso Noemi Letizia, ho preparato anch'io dieci domande che mi piacerebbe rivolgere al Sindaco di Lucera Pasquale Dotoli, a seguito dell'incredibile crisi politica realizzatasi negli scorsi giorni. Spero ovviamente di non restare anch'io senza risposte.
1) Signor Sindaco, nella conferenza stampa del 29 luglio a Palazzo Mozzagrugno lei ha dichiarato di essere stato preso “a pesci in faccia” dal suo partito. Il 16 agosto lei ha ritirato le dimissioni, parlando di “piena fiducia nei suoi confronti”. Cosa è cambiato in questi giorni? 2) Signor Sindaco, lei aveva indicato Aldo Vitarelli per ricoprire la carica di Presidente del Consiglio Comunale; nella seduta del 28 luglio, però, i Consiglieri hanno eletto Giuseppe Pica, e a causa di questo verdetto lei ha rassegnato le dimissioni prima ancora di prestare giuramento. Chi sarà il nuovo presidente del Consiglio? 3) Signor Sindaco, nel Consiglio Comunale del 28 luglio sette consiglieri su undici del suo partito, il Popolo delle Libertà, hanno votato contro le sue indicazioni relativamente alla Presidenza del Consiglio, mentre i restanti quattro non erano presenti in aula, dando così l’impressione di una spaccatura interna; com’è la situazione all’interno del suo partito? 4) Signor Sindaco, la lista Democrazia Cristiana – Libertas, della quale Giuseppe Labbate è coordinatore cittadino, fa parte della coalizione con la quale lei ha vinto le elezioni, ma nonostante ciò è stata estromessa dalla giunta; qual è il ruolo della suddetta lista all’interno della coalizione? 5) Signor Sindaco, una delle maggiori polemiche degli ultimi giorni ha riguardato la carica di city manager, e relativo compenso, da lei assegnata prima del ritiro delle deleghe al Sen. Costantino Dell’Osso; chi sarà il nuovo city manager, e a quanto ammonteranno i suoi emolumenti? 6) Signor Sindaco, lei ha presentato una richiesta ai Vice Presidenti del Consiglio Vincenzo Forte e Mario Massariello per convocare un Consiglio Comunale d’urgenza da svolgersi entro il 16 agosto, richiesta poi respinta per mancanza dei requisiti di urgenza; cosa ne pensa di questa decisione? 7) Signor Sindaco, sui due maggiori net-journal cittadini (Luceraweb e Il Frizzo) le è stata presentata la proposta di svolgere il prossimo Consiglio Comunale in un luogo più ampio, quale lo Stadio o l’Anfiteatro, per garantire una maggiore partecipazione da parte della cittadinanza; crede di poter accogliere questa proposta? 8) Signor Sindaco, in questi giorni si è parlato spesso di “bene della città”; crede che la sua decisione di dimettersi prima e di ritirare le dimissioni poi abbia effettivamente contribuito al “bene della città”? 9) Signor Sindaco, crede che “il ritrovato spirito di collaborazione fra tutte le forze politiche della maggioranza” le consentirà di portare a termine i cinque anni della legislatura? 10) Signor Sindaco, di chi è la colpa della crisi politica vissuta dalla città di Lucera negli ultimi venti giorni?
Antonio De Troia August 16 Il Consiglio Comunale allo stadio o all'anfiteatroLucera, 12.08.2009 - «Egregio Direttore del Frizzo, Antonio De Troia July 03 E Debora la vincente diventò nel Pd una giovane petulanteIl «paradigma Serracchiani» prescrive che nel Pd il giovane adottato da tutti sia trattato come un cucciolo da vezzeggiare con paternalistica accondiscendenza, ma se è un giovane che sceglie una parte e dice la sua, allora sono rampogne severe, commiserazione, persino dileggio. Da un giorno all'altro il volto nuovo di Debora Serracchiani si deforma nel simbolo dell'ingenuità. fonte: www.corriere.it |
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